Il percorso

Le colline atriane, come le colline rosetane, presentano numerosi percorsi cicloturistici interessanti, attraverso strade secondarie e sentieri con spettacolari panorami che vanno dal mare alla catena del Gran Sasso, ai Monti della Laga, fino alla Maiella. La partenza con il Ciclo Escursionismo Abruzzo di Gianni Alcini è fissata da Pineto, ma io parto con la mia eBike da Roseto percorrendo la ciclabile che costeggia il mare, attraversando il nuovo ponte ciclopedonale sul fiume Vomano. Da Pineto partiamo dal parcheggio di Via Roma riprendendo la ciclabile, passiamo per la Torre di Cerrano e la pineta di Silvi Marina. All’altezza del Centro Commerciale Universo oltrepassiamo la ferrovia e la Nazionale Adriatica per imboccare, in salita, la provinciale 29b e deviando successivamente per il cimitero di Silvi che, come tutte le strade collinari sono poco trafficate. Entriamo nell’abitato di Silvi Alta dalla Via S. Rocco e ci dirigiamo verso il belvedere attraversando il centro storico del vecchio borgo. Silvi è uno dei tipici borghi della costa abruzzese da cui si gode un ampio panorama su gran parte della Regione, dal mare ai monti.
Dopo le immancabili foto lasciamo il borgo riprendendo la provinciale fino a Piane Pagliericci dove entriamo per un breve tratto nella strada statale 553. In località Montagnola lasciamo la statale, che prosegue per Atri, deviando verso destra e scendiamo verso la valle del Cerrano in una strada dal manto disconnesso che successivamente diventa sterrata, sembra fatta apposta per pedalare in MTB. Stiamo all’interno delle Terre degli Acquaviva percorrendo la strada panoramica del comprensorio del Cerrano con un continuo saliscendi.
Prima del viadotto dell’autostrada svoltiamo a sinistra per la strada comunale delle Roverelle, dopo il Casale delle 5 Querce la strada, ormai completamente sterrata, ricomincia a salire fino a Via Colle Cretone che percorriamo per 50 metri deviando subito prendendo lo sterrato a destra. Dopo l’Agriturismo del Contadino si prosegue ritornando su Via Colle Cretone che ci porta a Mutignano. Questo vecchio borgo rappresenta il centro storico di Pineto, come Montepagano è il capoluogo di Roseto degli Abruzzi. Mutignano è stato da sempre legato alle vicende storiche di Atri. Ci dirigiamo, quindi, verso il borgo più simbolico di questo territorio: la città ducale di Atri. L’Hatria Picena fu una importante città dell’Impero Romano, di cui rimane l’antico teatro, ma il periodo più florido fu il Rinascimento. Infatti la chesa medievale di Santa Maria Assunta dal Trecento fino agli inizi del Seicento la chiesa si dotò di preziosissime opere d'arte, grazie anche al mecenatismo degli Acquaviva e di molti vescovi, diventando il simbolo architettonico della città.
Dando la preferenza alle strade secondarie, arriviamo ad Atri attraverso la Contrada Colle Sciarra, passando per la chiesa del Crocifisso su via Fonte Canale, percorriamo il centro storico entrando dall’antica Porta di San Domenico e arriviamo a Piazza Duomo dove ci intratteniamo presso il negozio Menozzi per gustare il prodotto tipico di Atri: la Liquirizia. Oltre alla Cattedrale ci troviamo di fronte a quello che costituisce un esempio di teatro all'italiana del XIX secolo.
Lasciamo Atri per ritornare a Mutignano dove ci aspetta uno splendido spuntino preparato dallo chef del “Bacucco d’Oro”.
Lascio la compagnia che rimane ancora un po' a ristorarsi al Bacucco d’Oro e ritorno a Pineto per una ripidissima discesa che porta a Borgo Santa Maria. Riprendo la ciclabile verso Roseto arrivando a Piana Grande dopo aver percorso 65,50 chilometri attraverso un percorso spettacolare.
16/03/2024
Percorso n. 2

Nel gennaio 2023 ho pensato di scoprire alcuni percorsi delle colline atriane, parto da solo da Piana Grande e mi avvio verso la ciclabile di Roseto in direzione di Scerne di Pineto. Al termine del lungomare di Scerne mi dirigo verso l’interno e prendo la stradina che da Torre San Rocco sale per Colle Morino. Mi trovo in una strada panoramica che oltrepassa la galleria dell’autostrada e mi conduce a Casoli di Atri, uno dei paesi del teramano caratterizzato dai suoi murales.
Percorrendo la provinciale 27 arivo alla frazione di Santa Margherita e proseguo per San Giacomo dove devio a destra per la provinciale 23 e poco dopo giro a sinistra per via Colle Palumbo, un’altra strada sterrata in aperta campagna con un bel panorama. Più avanti vedo una modesta chiesetta del tutto anonima ma che in questo contesto attira la mia attenzione per cui non posso rinunciare ad una foto. Superando l’Allevamento S. Giacomo ritorno alla strada provinciale 23, giro a sinistra e, dopo circa un chilometro, svolto a destra verso la frazione Manzitti per scendere nella Valle del Piomba.
Percorro un tratto della provinciale 31 e proseguo lungo il Fondovalle per dirigermi ai Calanchi di Atri, ma l'assenza di una segnaletica mi fa oltrepassare il bivio che sale ai Calanchi, quando me ne accorgo sono costretto ritornare indietro e solo l’intuito mi suggerisce di prendere un sentiero in salita che passa per un casolare dove posso chiedere la conferma di aver indovinato il percorso.
Confortato dalle indicazioni proseguo per la carrareccia in una ripida salita e arrivo al piccolo manufatto chiamato “Pietra di San Paolo”. Fede, leggenda e storia si intrecciano fino a confondersi intorno a questo misterioso monolite che emerge dal piano di campagna per circa un metro. La leggenda vuole che sia la stessa dove a Roma fu martirizzato S. Paolo Apostolo nel 67 d. C., ma più verosimilmente si tratta dei resti di un’ara precristiana dove viaggiatori e mercanti che percorrevano l’Ager Hatrianus (all’epoca importantissimo centro viario e commerciale) e l’antica via romana Hatria–Pinna, si fermavano a riposare e a ringraziare gli Dei. La pietra potrebbe rappresentare, più semplicemente, parte di un vecchio cippo miliare come tanti altri sparsi per il territorio.
Mi trovo al centro della Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri, uno spettacolo eccezionale! Dopo le immancabili foto proseguo per il sentiero che attraversa l’intera Riserva dei Calanchi: un caratteristico territorio argilloso trasformato dall’acqua e dal vento, che nel tempo le ha donato un aspetto irreale. Dopo una sosta ristoratrice nel borgo di Atri mi dirigo verso Mutignano, un altro degli antichi borghi delle Terre degli Acquaviva. Scendo verso il litorale per la ripida discesa che porta direttamente alla Torre di Cerrano dove riprendo la ciclabile adriatica. Attraversata la pineta sul mare, ritorno a Scerne di Pineto e oltrepassato il Ponte ciclopedonale sul Vomano arrivo a Roseto. Salendo per Voltarrosto giungo finalmente a Piana Grande dopo aver percorso circa 70 chilometri.
19/02/2023