dislivello positivo m. 921 - dislivello negativo m. 921
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LA VALLE SICILIANA
Basciano - Azzinano - Tossicia - Colledara


Sabato 12 marzo 2023 non è una giornata che promette bene. Arriviamo a Basciano in una mattinata uggiosa, prima di partire si aspetta, speranzosi, una schiarita ma poi con gli amici di Ciclo Escursionismo Abruzzo si decide di partire con un tempo incerto che potrebbe anche peggiorare. Si lascia Basciano scendendo per Via Costantini e Villa Portone, si arriva sulla ss 150 nella frazione Salara. Prendiamo la direzione verso Montorio al Vomano, superato il bivio per Isola del Gran Sasso proseguiamo per la ss 150 per alcune centinaia di metri e svoltiamo a sinistra per una strada secondaria che porta alla Centrale Idroelettrica. Dalla Valle del Vomano stiamo andando verso il versante della Val Mavone, chiamata anche Valle Siciliana.
Sulla denominazione territoriale della valle gli studiosi hanno molto discusso, ricavando gli elementi dalle scarse documentazioni storiche che provengono da tradizioni orali, da catasti onciari, registri parrocchiali, concessioni, investiture, assegnazioni dotali, scritture private, lapidi di pietra o monumenti che, oltre alle limitazioni dei pochi reperti si devono aggiungere gli errori di scribi di cancelleria o degli scalpellini. Gran parte della documentazione è posteriore al XV secolo, successiva all’invenzione della stampa. Il toponimo “Valle Siciliana” o Silicina, Sicignana, Ciciliana, ai piedi del Gran Sasso, non ha ancora messo d’accordo gli studiosi. Tra le tante interpretazioni non si può dimenticare che lungo il fiume Vomano esisteva la Via Cecilia, quella che oggi è rappresentata dalla ss 80 del Gran Sasso. In un diploma dell’abazia sabina di Santa Maria di Farfa, inoltre, si nomina il toponimo “Ciciliano” per attestare un possedimento nella Valle del Mavone.
Oggi il nostro percorso si svilupperà quasi totalmente sulle colline che sovrastano la Valle Siciliana. Dopo la Centrale Idroelettrica proseguiamo in salita verso Azzinano, è calata la nebbia e comincia a piovigginare, ma siamo tutti ben equipaggiati (soprattutto ben motivati!) e proseguiamo tranquilli e rilassati. Azzinano è famosa per i suoi murales che raccontano i giochi di una volta. Quei giochi che i bambini di oggi forse non conoscono nemmeno più, fatti di tanta fantasia e pochi mezzi. Come quasi tutti i murales sono fatti in stile naif, i giochi sono indicati con i loro nomi dialettali: la frizze (la fionda), lu llisciacule (lo scivolo), ‘ngiungitte (cavalluccio), lu chiuve (nascondino), schiuppitte (battimuro), lu ballarine (la trottola), lu zicchie (la lippa), rubbabbandire (ruba bandiera), lu circene (il cerchio). Gli abitanti di Azzinano hanno voluto creare questa iniziativa per ricordare la pittrice, loro compaesana, Annunziata Scipione (scomparsa di recente, nel 2018), le sue opere sono esposte nel Museo nazionale Arti Naïves di Luzzara (RE), accanto ai capolavori di Antonio Ligabue. I murales di Azzinano però, sono in continua evoluzione perché ogni estate artisti provenienti da ogni parte d’Italia tornano qui ad arricchire il paese di nuove opere. Il borgo fa parte del Club nazionale dei Paesi Dipinti ed è denominato “La Luzzara della Valle Siciliana”, mentre i suoi muri vengono descritti come “Muri d’Autore”. L’iniziativa ha riscosso un tale successo che la regione Abruzzo, il 13 dicembre 2013, con apposita legge regionale n.49, ha riconosciuto Azzinano paese di importanza artistica e culturale. La storia dei murales di Azzinano è rappresentata dal sito: http://www.imuriraccontano.it/ Avevo sentito parlare dei murales di Azzinano, ma è stata una scoperta sorprendente che qui, in mezzo alla natura, tra boschi e montagne, alle pendici del Gran Sasso, esista un vero museo a cielo aperto che vuole ricordare tradizioni ormai scomparse. Lasciata Azzinano si prosegue per Tossicia transitando per Piandiago e Villa Anzano. Il borgo medievale è denominato la capitale della Valle Siciliana. Le sue origini si perdono nella leggenda, il toponimo deriva da un’antica torre chiamata “Turris Sicula”. Il paese si è sviluppato su di uno sperone roccioso tra il torrente Chiarino ed il torrente "della Valle", In passato è stata sede dell’Università di Tossicia che non era una università di studi ma una università agraria, residuo storico di proprietà collettiva.
Dopo una breve sosta proseguiamo per Ornano e, superato il casello dell’autostrada arriviamo a Colledara dove ci fermiamo per una piccola colazione. Scendendo per la provinciale 40 arriviamo a Piane Mavone e percorrendo la provinciale 491 lungo il fiume fino a Villa Petto. Poco prima del viadotto dell’autostrada svoltiamo a destra per un sentiero che ci porta sul Mavone che attraversiamo a guado su un discreto livello di acqua. Proseguiamo lungo il fiume per Contrada Pantane e Contrada Vallone che in salita ci riporta a Basciano. Abbiamo percorso circa 39 chilometri con un dislivello complessivo di 921 metri. Siamo partiti con nebbia e pioggia e siamo ritornati con un debole sole.

12/03/2023