L'Abruzzo in bicicletta

IL CORRIDOIO ADRIATICO

Da alcuni anni è in corso di progettazione il famoso “Corridoio Adriatico” che, partendo dal Veneto dovrebbe arrivare fino alle coste della Puglia. Nel territorio abruzzese il “corridoio” è in gran parte realizzato, ma presenta ancora diverse criticità che non lo rendono interamente usufruibile. Un percorso completamente pianeggiante adatto a tutti, ciclo-viaggiatori esperti, gruppi di amici e famiglie. Una delle caratteristiche del “Corridoio abruzzese” è rappresentato dal fatto che lungo il percorso si possono ammirare numerosi borghi antichi arrampicati sulle colline che, tra l’altro, si possono raggiungere con piccole deviazioni di pochi chilometri, affrontando leggere salite. Borghi che rappresentano la storia ed il tessuto socio-economico della costa abruzzese. Dal fiume Tronto, al confine nord della regione, fino a San Salvo Marina è in corso di completamento una pista ciclopedonale della lunghezza di circa 125 chilometri, interamente a ridosso del mare. Il tratto abruzzese che inizia nel comune di Martinsicuro non è ancora collegato con Porto d’Ascoli per la mancanza del ponte sul fiume Tronto, ma nel mese di marzo 2020 è stato stipulato il protocollo di intesa tra Regione Abruzzo, Regione Marche e il Provveditorato Opere Pubbliche di Ancona per far partire i lavori e realizzare il progetto del ponte. Il “Corridoio Adriatico” rappresenterebbe una risorsa per l’Abruzzo per il rilancio del turismo e dell’economia regionale, peccato che non sia ancora completato, la politica regionale e locale dovrebbe considerarlo una priorità. L’investimento è imponente, ma non deve essere considerato solo un “costo”: il ritorno economico sarebbe ampio e rapido.

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La parte meridionale dell’itinerario lungo la costa teatina prende il nome di “Via verde della Costa dei Trabocchi”. Un posto incantevole, una risorsa abruzzese da paragonare alle migliori zone costiere della penisola. Sono 50 chilometri di una bellezza unica lungo la riviera a contatto con il mare: panorami mozzafiato, tradizioni e storia, riserve naturali e orti botanici. Non è azzardato ipotizzare che con la sua completa apertura verrà presa d’assalto da cicloturisti e camminatori e che, prima o poi, dovrà essere regolato e limitato il suo ingresso. Il “turismo lento” è in continua crescita. Cicloturisti e camminatori sono alla ricerca di nuovi itinerari da percorrere. Il Corridoio Adriatico sarebbe un’attrattiva anche per turisti stranieri e farebbe da traino per il turismo delle zone interne mediante l’utilizzo dei sentieri lungo i fiumi che scendono verso la costa.



IL CORRIDOIO ADRIATICO NORD

da Martinsicuro a Ortona

Martinsicuro – Roseto degli Abruzzi - km. 30

Da Martinsicuro fino a Roseto degli Abruzzi la pista è interamente percorribile con una ciclovia realizzata nell’ultimo decennio. Si attraversano diverse cittadine balneari: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova e Roseto degli Abruzzi. Per superare i numerosi corsi d’acqua che si immettono nell’Adriatico sono state realizzate adeguate strutture in legno e ferro che ben si uniformano con il territorio. Si spera che le autorità competenti riservino la giusta attenzione circa la necessaria manutenzione, per evitarne il deterioramento che porterebbe all’inevitabile dismissione. La situazione attuale, purtroppo, non fa ben sperare perché alcune strutture risultano al limite della loro percorribilità.

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Il Corridoio abruzzese parte dal fiume Tronto, in prossimità del ponte ferroviario, con un sentiero sterrato che per circa 1 km. Costeggia il fiume fino alla rotonda nord di Martinsicuro. La pista vera e propria parte dalla rotonda per immettersi nel lungomare che, fino a Roseto degli Abruzzi è un “unico” lungomare con le medesime caratteristiche, dove i comuni rivieraschi hanno ricavato lo spazio da utilizzare come ciclabile. A pochi metri dal mare i cicloturisti condividono lo spazio con i bagnanti che si recano nelle spiagge della costa teramana. Percorrendo il lungomare di Martinsicuro si arriva a Villa Rosa dove il ponte sul Torrente Vibrata ci introduce nel comune di Alba Adriatica. Il lungomare di Alba è tra i più belli della costa con le sue numerose pinete, nella stagione estiva è molto frequentato. La coesistenza tra ciclisti, bagnanti e camminatori costituisce uno degli inconvenienti dell’intero percorso. Da Alba Adriatica si entra nel lungomare di Tortoreto Lido senza soluzione di continuità per 7 km. Attraversato il ponte sul Salinello si arriva a Giulianova e dopo aver percorso tutto il lungomare troviamo il ponte sul Tordino da dove si può ammirare un panorama incantevole che spazia dal massiccio del Gran Sasso, ai Monti della Laga fino ai Monti Gemelli.

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Superato il Tordino si entra a Cologna Spiaggia dove la ciclabile è ricavata al fianco della viabilità ordinaria al termine della quale inizia la Riserva del Borsacchio dove la pista è stata realizzata in terra battuta nel rispetto dei vincoli vigenti e per la tutela dell’ambiente naturale. Superata la riserva si prosegue percorrendo l’intero lungomare centrale di Roseto e …..per motivi inspiegabili la ciclabile è interrotta sul fiume Vomano a causa della sospensione dei lavori del ponte tra Roseto e Scerne di Pineto. I lavori, iniziati alcuni di anni fa, si sono improvvisamente interrotti dopo la costruzione di un primo manufatto rimasto incompiuto (prima interruzione). Attualmente le autorità competenti non riescono né a far riprendere i lavori, né a dare le motivazione di tale interruzione. Ci sarebbe stata un’alternativa a questa opera incompiuta, se si fosse scelto di allargare il passaggio pedonale sul ponte della ss 16: i lavori sarebbero stati più rapidi e più economici. Ma sembra che ai comuni mortali le cose semplici diventino difficili da realizzare. Per continuare il percorso si deve risalire sulla nazionale Adriatica attraversando il ponte stradale ed entrare nel comune di Pineto.


Roseto degli Abruzzi - Pescara - km. 30

Dalle sponde del fiume Vomano verso Scerne di Pineto si scende in direzione della spiaggia prendendo il sentiero sterrato lungo circa 1 chilometro. In prossimità della spiaggia si riprende la ciclabile verso Pineto. Fino alla stazione ferroviaria la pista è interamente pavimentata. All’altezza della stazione si entra nella pineta. E’ un tratto molto suggestivo, si pedala all’ombra dei pini in riva al mare fi no alla Torre di Cerrano.

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La torre risale al XVI secolo e fa parte di una serie di costruzioni costiere destinate a presidio e difesa del territorio. La torre di Cerrano risulta una delle meglio conservate anche perché nei primi anni del XX secolo la famiglia Filiani aveva eseguito lavori di ristrutturazione ed ampliamento. Attualmente è di proprietà della Provincia di Teramo che l’ha adibita a Centro di Ricerca e Studi, affidata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo. Superata la Torre di Cerrano non bisogna farsi ingannare da un cartello che indica la chiusura del percorso. Proseguendo lungo la ferrovia si arriva fino alla spiaggia dove inizia un altro tratto di pineta che si può percorrere con una buona mountain bike e buone gambe in quanto sotto i pini ci sono alcuni tratti sabbiosi. L’alternativa sarebbe percorre alcune decine di metri a piedi. Non vale assolutamente la pena prendere il sottopassaggio sulla destra che porta a deviare sulla nazionale adriatica. Al termine della pineta si riprende la ciclabile verso Silvi Marina interamente asfaltata. Si percorre tutto il lungomare di Silvi e fino al fiume Piomba dove esiste un ponte già realizzato ma non collegato alla ciclabile che porterebbe nel territorio di Marina di Città Sant’Angelo. L’incompiuta del fiume Piomba fa il paio con l’incompiuta del fiume Vomano. Le lentezze burocratiche sommate alla scarsa volontà e lungimiranza degli amministratori pubblici rendono un opera utile e meritoria in uno spezzatino incomprensibile.

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Siamo alla seconda interruzione. Rientrando verso la nazionale, dopo circa 1 chilometro si arriva alla rotonda di Marina di Città S. Angelo dove si svolta a sinistra per attraversale il fiume Saline. Un fiume che nasce dalla confluenza del Fino e del Tavo e prende il nome dalle antiche saline, attive fino agli anni ’40 del secolo scorso. L’attraversamento del fiume, che porta a Montesilvano, è stato realizzato recentemente mediante un ponte stradale con annessa pista ciclabile. Il tratto di pista che inizia a Montesilvano è ininterrotto per circa 15 chilometri lungo l’intero litorale di Pescara dove, un moderno ponte sul fiume omonimo, ci introduce nella riviera sud lungo la pineta dannunziana fino ad arrivare a superare il fiume Alento.

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Con l’attraversamento del Pescara si lascia l’ “Abruzzo Ulteriore” (Apriutium Ultra fiumen Piscariae) per entrare nell’ “Abruzzo Citeriore”. Lungo la costa dell’Abruzzo Ultra fin qui percorsa, numerose possono essere le deviazioni, tutte in salita, per scoprire alcuni borghi caratteristici. Colonnella (deviazione di 7 km) è situata all’estremo nord del teramano, seguita da Tortoreto Alta (5 km), il centro storico di Giulianova (1 km), Montepagano il borgo originario di Roseto degli Abruzzi (deviazione 7 km), Atri e Mutignano all’interno di Pineto (9 e 6 km), Silvi Alta (6 km), per finire con Città S. Angelo (9 km).


Pescara – Ortona - km. 16

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Oltrepassato il ponte dell’Alento si entra a Francavilla al Mare dove si percorre tutto il lungomare fino alla terza interruzione che ci costringe a rientrare sulla nazionale Adriatica. La ciclabile riprende dopo circa 9 km in prossimità del colle dei Ripari di Giobbe, a nord di Ortona, ma attenzione: non c’è nessuna indicazione. Non è facile ritrovare la ciclabile, un sentiero non facile da percorrere con una bici, ci porterebbe alla fonte Peticcio, al fianco della linea ferroviaria sulla riva del mare. Protetti dagli scogli, si transita su un nuovo percorso alla base del promontorio sovrastato dal Castello Aragonese.

Superata la Spiaggia della Ritorta passando vicino al faro bianco e nero si entra nel porto di Ortona. Vista la difficoltà di scendere alla fonte Peticcio è quasi obbligatorio continuare per la viabilità ordinaria fino al porto di Ortona, in un tratto abbastanza trafficato.
Dal porto di Ortona ha inizio la "Costa dei Trabocchi".



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