L’ABRUZZO IN BICICLETTA

IL CORRIDOIO ADRIATICO

LA COSTA DEI TRABOCCHI

Ad Ortona inizia la "Via Verde della Costa dei Trabocchi"

Ortona – Marina di S.Vito - km. 7

Ortona meriterebbe una visita al suo centro storico e al Castello Aragonese.
Da Ortona parte la “Costa dei Trabocchi” per la lunghezza complessiva di circa 50 chilometri. Rappresenta senz’altro uno dei punti più caratteristici dell’intero litorale abruzzese, dove è stata progettata (ed è in corso di completamento) una ciclabile utilizzando interamente l’ex tracciato delle ferrovie dello stato. Il vecchio tracciato ferroviario consente al cicloturista di scoprire angoli nascosti e panorami marini impensabili. Il primo tratto della Costa dei Trabocchi è stato recentemente completato. Le gallerie del vecchio tracciato ferroviario sono state ristrutturate e rese usufruibili ai camminatori e ai cicloturisti. Non c’è più la necessità di effettuare la fastidiosa e faticosa deviazione lungo la nazionale Adriatica.

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Avvicinandosi alla punta dell’Acquabella troviamo due brevi gallerie in riva al mare agevolmente percorribili. Il promontorio è, invece, percorribile mediante una galleria di alcune centinaia di metri, leggermente in curva, completamente ristrutturata e illuminata. All’uscita della galleria il percorso prosegue con la spiaggia dell’Acquabella.

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Costeggiando la Torre del Moro e superato il torrente omonimo la ciclabile ci offre un panorama spettacolare lungo la costa a diretto contatto con il Mar Adriatico. Si possono ammirare alcune graziose spiagge tra cui la spiaggia Ripari Bardella fino ad arrivare al “Trabocco Mucchiola” il primo di una serie di 26 trabocchi. Un tratto di costa che si può raggiungere solo con la ciclabile oppure percorrendo a piedi alcuni sentieri che partono dalla strada statale. Ci si avvicina alla Marina di San Vito con una visione unica tra l'azzurro del mare e il verde della vegetazione mediterranea. In alto si può ammirare il paese di San Vito Chietino e sul mare lo scorcio della Marina con i Trabocchi di San Giacomo e Vento di Scirocco.



Marina di S.Vito – Fossacesia Marina - km. 8

Superata la vecchia stazione ferroviaria si lascia la Marina di San Vito, all’altezza della spiaggia di Rocco troviamo il quarto Trabocco Punta Fornace. La ciclabile costeggia la spiaggia di Calata Turchino con il Trabocco Turchino parzialmente visibile perché si percorre una breve galleria. Si prosegue lungo la ciclabile verso il promontorio sovrastato dall’ “Eremo Dannunziano” da dove si può godere di una vista meravigliosa su un ampio tratto della Costa. Il promontorio è stato scelto dal Vate per realizzare una delle sue tante residenze. L’eremo è oggi di proprietà privata e può essere visitato d’estate su richiesta. Dal “paese delle ginestre” Gabriele D’Annunzio nel silenzio del suo eremo scrisse le più belle pagine del Trionfo della Morte. In lontananza si può ancora ammirare il promontorio di Ortona che D’Annunzio così descriveva: “Quella catena di promontori e di golfi lunati dava l’immagine di un proseguimento di offerte, poiché ciascun seno recava un tesoro cereale. Le ginestre spandevano per tutta la costa un manto aureo. Da ogni cespo saliva una nube densa di effluvio come da un turibolo. L’aria respirata deliziava come un sorso d’elisir …….Ortona biancheggiava come un’ignea città asiatica su un colle della Palestina, intagliata nell’azzurro, tutta in linee parallele, senza minareti.” (Il Trionfo della morte – G. D’Annunzio).

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Lasciando la ciclabile sarebbe doveroso arrampicarsi per un breve sentiero verso l’Eremo. Dopo aver ammirato dall’alto la spiaggia degli Annecchini si può scorgere il Trabocco Colle del Guardiano e, sempre dall’alto, il Trabocco Traforetto o Lupone. Riscendendo sulla ciclabile e superata la galleria del promontorio si arriva alla frazione Valle Grotte costeggiando il Trabocco Caravaggio. Si prosegue con panorami meravigliosi sempre lungo la riva del mare. Questo è il tratto con il maggior numero di trabocchi, si possono ammirare in sequenza i trabocchi: Punta Tufano, Sasso della Cajana, Punta Isolata e la spiaggia della Foce. Prima di Fossacesia lungo la ciclabile sono ubicati altri trabocchi: Punta Torre e Spezza Catena, rimasti nella loro funzione originaria di macchine da pesca. Avanzando a pelo dell'acqua si incontrano trabocchi ristrutturati e adibiti a ristorazione con pesce strettamente “pescato sul posto”: Punta Cavalluccio, Punta Punciosa, Pesce Palombo e Punta Rocciosa. Si transita per Fossacesia Marina lungo la spiaggia della Fuggitella. Con una piccola deviazione di 3 chilometri in leggera salita si potrebbe visitare l’Abbazia di San Giovanni in Venere. Da non perdere!



Fossacesia M. – Punta Penna - km. 21

Dalla ex stazione di Fossacesia la ciclabile continua con tratti interamente asfaltati e si raggiunge agevolmente la stazione di Torino di Sangro aggirando alcuni sbarramenti che non avrebbero senso perché la ciclabile risulta interamente completata e non presenta alcun pericolo.

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Dopo aver attraversato il ponte sul fiume Sangro, con una piccola deviazione si può entrare nella Riserva Naturale Regionale “Lecceta di Torino di Sangro”. E’ un’area protetta di circa 180 ettari a partire dalla foce del Sangro fino alla collina (orario di visita dalle 7.00 alle 20.00). E’ un tipico bosco litoraneo. Uno dei pochi boschi lungo l’Adriatico con lecci, roverelle e cerri ed oltre 465 specie vegetali tipiche della macchia mediterranea. Nella Riserva vive e si riproduce la più ampia popolazione di testuggine terrestre della costa. Lasciata Torino di Sangro, all’altezza della frazione Lago Dragoni si trova un’ennesima interruzione.

La vecchia linea ferroviaria prosegue sul selciato originario, non percorribile con alcun mezzo. Il ciclista è costretto ancora una volta a deviare sulla statale, che peraltro si sviluppa in prossimità della costa. All’inizio della spiaggia turistica Le Morge si può tornare sulla via Verde dei Trabocchi ammirando il Trabocco Le Morge. Il percorso prosegue su un tratto completamente pavimentato fino a Casalbordino dove la ciclabile si interrompe ma si continua sul lungomare cittadino. Attraversato il ponte sul Porto Sinello e superata la spiaggia di Torre Sinello si entra nella Riserva di Punta Aderci (o Punta d’Erce). Arrivare nella riserva è il giusto premio per chi ha percorso in bicicletta l’intero tratto del Corridoio Abruzzese. Oltre ad un magnifico panorama sul mare e sulle colline prospicenti, nella Riserva si può godere di una rigogliosa vegetazione di piante mediterranee. Imboccando il “Percorso Natura” della riserva - interamente sterrato - meta obbligatoria è il promontorio di Punta Aderci che si raggiunge dal bivio di Mottagrossa prendendo il sentiero a sinistra in leggera salita.

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Dal promontorio si può ammirare il Trabocco Punta Aderci.

Lasciato il promontorio si prosegue fino a scorgere la spiaggia di Punta Penna. La Riserva di Punta Aderci termina in prossimità del Porto di Vasto, da dove partono i traghetti per le isole Tremiti. L’imbarco delle auto è, però, consentito solo ai residenti delle isole. In prossimità del promontorio c’è il Trabocco di Punta Penna, non visibile dal porto.



Punta Penna – Marina di vasto - km. 7

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Dal Porto di Vasto si percorre Via Osca costeggiando il mare, si passa per il Villaggio Grotta del Saraceno, senza poter vedere il Trabocco Grotta del Saraceno. Si costeggia per un tratto la nuova linea ferroviaria ed in Località Vignola termina la via Osca inizia un nuovo tratto della ciclabile, a mezza costa con vista mare, da dove si scorge il Trabocco Punta Vignola.

In località Punta Canale troviamo il Trabocco Canale o Schiena d’Asino. In questo tratto si attraversano tre brevi gallerie, ristrutturate ma non illuminate. Alla fine della spiaggia Canale troviamo l’ultima interruzione che ci costringe ancora una volta ad una deviazione di circa 2 chilometri. Riprendendo la ciclabile, in località Casarza dopo la spiaggia di San Nicola, si arriva alla Punta di San Nicola con il Trabocco Scoglio del Siluro. La ciclabile prosegue sempre lungo il vecchio percorso ferroviario costeggiando splendide spiagge: la spiaggia della Torricella, la spiaggia e la scogliera di Casarsa e, finalmente, senza interruzioni si arriva agli ultimi trabocchi della costa teatina: il Trabocco Cungarelle e il Trabocco di Trave sulla spiaggia omonima. In prossimità di Marina di Vasto possiamo ammirare in mezzo al mare lo scoglio della Sirenetta, un monumento dedicato alla bagnante. Uscendo da Martina di Vasto si transita nella Riserva Naturale Regionale, che si estende per circa 60 ettari lungo la spiaggia e dove si può ammirare uno degli ambienti “dunali” meglio conservati della costa adriatica. Unitamente al successivo Giardino Botanico di San Salvo, costituiscono un esempio di “biotipo costiero”.



Marina di Vasto – San Salvo Marina - km. 6

E’ l’ultimo tratto che ci porta al confine della Regione proprio in corrispondenza dell’abitato di San Salvo Marina. La Riserva Naturale di Vasto termina nel territorio di San Salvo con il Giardino Botanico. Il Giardino è un’area protetta di 8 ettari, ricostruito interamente nel 2001, reintroducendo gli aspetti salienti della macchia mediterranea, con i tipici arbusti sempreverdi, macchia bassa a ginepro e rosmarino e macchia alta a leccio, che sfuma nel bosco di latifoglie. La ciclabile si snoda lungo la spiaggia fino al confine regionale. Il Corridoio Abruzzese termina, dopo 125 km. sul litorale di San Salvo Marina in corrispondenza del Porto Turistico Le Marinelle, da dove si ammira l‘ultima delle torri costiere, la Torre del Trigno, al di là del fiume e del confine regionale. Attraversato il confine regionale si entra nel comune di Marina di Montenero, nel Molise.


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