1° Tappa: Sannicandro Garganico - Monte S. Angelo - km. 54
dislivello positivo m. 1.105 - dislivello negativo m. 642
Dopo aver fatto colazione nel grande salone del b&b Pilarossa e aver depositato le chiavi nell’apposito contenitore aspetto Mauro che mi viene a prendere alle 8.30. Avevamo concordato di partire per le 9.00. Arriviamo al garage dove sono parcheggiate le nostre bici e cominciamo a sistemare i bagagli. Mauro aveva previsto di viaggiare con uno zaino da portare in spalla. Io sistemo invece una parte dei miei bagagli nelle tasche laterali del portapacchi, e un’altra parte nello zaino che lego allo stesso portapacchi. Dopo aver istallato le attrezzature gps e video sul manubrio della bici, provvedo ad avviare le due applicazioni: Wikiloc e Relive per la registrazione del percorso. Mi succede talvolta che, per la concitazione della partenza dimentico qualcosa, con mio grande disappunto. Alle 9.00 siamo entrambi pronti per partire. L’ultima formalità per la partenza è l’accensione del computer dell’e-bike per avviare l’assistenza del motore. Dopo essere montato in sella e aver dato le prime pedalate percepisco che il motore non si avvia. Guardando il display del computer mi accorgo, con sorpresa, che non appare il livello della batteria.
Un classico inconveniente dell'ultimo minuto che mi mette in confusione anche perché ero convinto di aver ricaricato la batteria prima di partire da Roseto. Ho provato immediatamente a inserire il caricabatteria alla bici, ma dopo pochi secondi il display da verde passa sul rosso, cioè cessa la ricarica. Sono cinque anni che possiedo la mia “Husquarna” senza aver mai letto il libretto di istruzioni, scritto in inglese. Finora me la sono cavata con il mio buon senso e un po' di pratica, ma questa volta non riesco a capire le ragioni del malfunzionamento.
Sarebbe troppo lungo raccontare tutte le peripezie della mattinata nella ricerca dell’unico riparatore ciclista presente a Sannicandro che scopriamo ha chiuso recentemente la sua attività. Ci suggeriscono di cercare in un negozio di rivendita di apparecchiature elettroniche che vende anche e-bike, ma purtroppo non effettua riparazioni. Cerco su internet la più vicina attività di riparazione che risulta essere a Foggia, a 55 chilometri di distanza. Provo a chiamare il mio amico Roberto di Foggia che (fortunatamente) non mi risponde. Passano i minuti, ma passano anche le ore, la ricerca affannosa di una soluzione mi fa perdere la lucidità necessaria, quando all’improvviso succede un fatto del tutto fortuito: Mauro comincia a digitare i tasti sul dispaly della mia bici e …inaspettatamente appaiono le sei tacche del livello batteria. La batteria era completamente carica ma il display era impostato su una modalità a schermo vuoto. Non conoscevo questa modalità perché non mi era mai successo. Alle 11.30 tutti i nostri problemi si sono risolti, partiamo intorno a mezzogiorno, dopo aver ricaricato i bagagli e controllate le apparecchiature gps.
La prima tappa non è troppo lunga, sono 53 chilometri in leggera, ma costante salita, intervallata da brevi falsopiani. Usciamo da Sannicandro rinfrancati dal rischio che avevamo corso di dover rinunciare al nostro progetto. Non nascondo di aver fatto mille pensieri, ma non quello di annullare il giro ciclistico del Gargano.
Dopo circa 15 chilometri facciamo una piccola deviazione per vedere la “Dolina Pozzatina”, una delle più grandi d’Europa con la sua circonferenza di 1.850 metri circa. Le sue pareti sono interamente ricoperte da un bosco di lecci e querce. Lasciata la dolina riprendiamo a pedalare, Mauro inizia la tappa in maniera allegra, mentre io vado più tranquillo per trovare la giusta cadenza. Percorse alcune centinaia di metri lo vedo fermo davanti a me che sta armeggiando con la catena. Lo raggiungo e mi fermo per aiutarlo a risolvere il problema, la catena era uscita dal deragliatore e si era incastrata tra la corona e i raggi della bici. Agendo sul bilanciere alleggerisco la catena e cerco di liberarla posizionandola sui denti della corona. Proviamo a spingere i pedali con la mano fino a quando la ruota non gira liberamente e la catena non passa agevolmente da un rapporto all’altro. Tornato tutto normale riprendiamo a pedalare, ma oggi è una giornata storta, percorriamo qualche altro chilometro e a Mauro si ripresenta lo stesso inconveniente. Ripetiamo le operazioni per liberare la catena e suggerisco a Mauro di non utilizzare il rapporto più leggero. Con questo accorgimento l’inconveniente non si ripeterà più, ma i contrattempi non sono terminati. Dopo qualche chilometro mi accorgo che la pedalata si fa dura e vedo che la gomma davanti si è afflosciata. Ci mancava anche la foratura, cerco di risolvere l'inconveniente utilizzando la bombola spray per la riparazione rapida. Ad una prima gonfiata la schiuma esce in gran parte fuori, ma dopo aver avvitato meglio il bocchettone riesco a gonfiare la gomma. Cambiare la camera d’aria, che avevo di scorta, ci avrebbe fatto perdere molto tempo, mi riservo di utilizzare questa soluzione se il contrattempo si dovesse ripresentare. Mi rendo conto che abbiamo percorso appena 15 chilometri, mancano 5 chilometri per San Marco in Lamis che raggiungiamo in poco meno di mezz’ora, la salita non è dura ma è monotona con lunghi rettilinei. Superato l’abitato di San Marco transitiamo sotto il Convento di S. Matteo Apostolo che, visti i problemi che ci sono capitati nella giornata, decidiamo di non visitare. Proseguiamo sempre in leggera salita per San Giovanni Rotondo dove tralasciamo anche la visita al Santuario di padre Pio. Avendo percorso circa 30 chilometri senza ulteriori problemi chiedo, per sicurezza, informazioni ad un ciclista sulla presenza di un riparatore, il ciclista ci accompagna ad una officina che è ancora chiusa, sono le 15.30 e l’officina riapre alle 16.00. Decidiamo di non perdere ulteriore tempo proseguendo verso Monte S. Angelo. Percorriamo altri 10 chilometri lungo un falsopiano e riprendiamo la salita per gli ultimi 15 chilometri. Arriviamo di fronte al Santuario di San Michele Arcangelo all’imbrunire con i fanali accesi. Entrambe le batterie avevano ancora una buona autonomia. Contenti di aver ultimato la prima tappa, nonostante tutti gli inconvenienti, cerchiamo un bar prima di andare al b&b Angela che si trova poco fuori l’abitato.
Consumata una bevanda corroborante ci avviamo verso l’alloggio sulla strada per Pulsano dove a circa 10 chilometri si trova il Complesso Monastico di S. Maria con i suoi numerosi eremi scolpiti nella roccia detti “scalzi”, che ho visitato qualche anno fa. Arrivati al b&b troviamo Antonio che ci stava aspettando. Dopo una doccia ristoratrice che, oltre al benessere fisico, oggi ci allevia soprattutto dalle vicissitudini che ci sono capitate, ci prepariamo per la cena. Vista la distanza con i locali più vicini Antonio si offre di accompagnarci con la sua auto raccomandandoci un ristorante nel centro storico. Dopo una buona cena all’Osteria del Corso facciamo una passeggiata per i vicoli di Monte S. Angelo, salendo per la lunga scalinata arriviamo al Castello Normanno-Svevo-Aragonese che sovrasta l’abitato con i suoi torrioni e la Torre dei Giganti. Il vecchio borgo è legato alla storia dei Normanni, degli Svevi e degli Aragonesi, ma è vivo anche il legame con i Longobardi che avevano nominato come loro protettore l’Arcangelo S. Michele. Si racconta, infatti, che la tomba di re Lotario sia nel battistero di S. Giovanni in Tumba, ma non esiste nessuna conferma che Lotario sia sepolto a Monte S. Angelo.