IL GARGANO E LA FORESTA UMBRA
Il Gargano terra daunia e (quasi) appenninica
Il Gargano chiamato “lo sperone d’Italia”, è costituito da un promontorio montagnoso che si protende verso il Mar Adriatico formando il vasto Golfo di Manfredonia. E’ quasi completamente occupato da una massa montuosa di roccia carsica, la cima più alta è il Monte Spigno di 1008 metri, mentre la località più alta è Monte S. Angelo, a 796 metri di quota, che dista solo 15 chilometri dal mare. Una delle caratteristiche più interessanti del Gargano è proprio quella che dalla riva del mare si passa alla montagna in pochi chilometri.

Non ha corsi d’acqua significativi, ma lungo la costa nord del promontorio ci sono i laghi costieri di Lesina e Varano, due lagune d'acqua salmastra con una superficie totale di circa 110 km². Alimentati da sorgenti sotterranee, sono rinomati per la pesca delle anguille. Sono chiamati laghi, ma sono vere lagune molto simili alla laguna veneta, sono separati dal mare da strettissime linee di terra chiamate “isole”, coperte di pini, eucalipti e altre piante. Sono state istituite due Riserve Naturali: la Riserva Isola di Varano e la Riserva del Lago di Lesina. Il Lago di Varano risulta essere il maggiore lago costiero italiano. Il Lago di Lesina è il meno profondo dei laghi italiani, con una profondità media di 70 cm.
Nel Gargano si trovano 2 siti Unesco: Monte Sant’Angelo, che fa parte del sito seriale “I Longobardi in Italia” e quello della Foresta Umbra ricadente nel sito delle faggete Vetuste. Con questo riconoscimento l’Unesco ha voluto sottolineare l’importanza sia storica che naturalistica del Gargano.
Il Gargano ha tradizioni importanti legate soprattutto, come tutta la Puglia, alla figura di Federico II, appartenente alla casata degli Hohenstaufen di Svevia. Nacque a Jesi e, dopo aver vissuto gran parte della sua vita in Italia, morì a Fiorentino di Puglia. Era di origine germanica, nipote di Federico Barbarossa, e nonostante le origini si può dire che si sentiva profondamente italiano. La sua nascita avvenne in pubblico, come quasi tutte le nascite dei regnanti dell'epoca. La madre Costanza d'Altavilla stava andando, con la sua corte itinerante, a prendere possesso del regno di Sicilia ereditato dal padre, durante il viaggio a Jesi avvenne il lieto evento.
Federico, divenne per via materna Re di Sicilia e divenne Imperatore del Sacro Romano Impero per discendenza paterna. Fu un grande innovatore e legislatore, cultore delle arti soprattutto quelle letterarie. Fondò la “Scuola Siciliana” che ebbe una grande influenza sulle origini della lingua italiana, fu molto stimato da Dante e dai letterati contemporanei. Per tutta la vita si impegnò alla realizzazione del suo progetto di unificazione della penisola, ma fu fortemente ostacolato dalla Chiesa Cattolica. I pontefici furono i suoi più acerrimi nemici, lo scomunicarono per ben due volte.
Con gli Svevi il paesaggio urbano del Gargano passa, con Federico II e suo figlio Manfredi, dalla “civiltà delle cattedrali” a quella dei castelli. Nel promontorio del Gargano c’è una grande testimonianza delle fortificazioni sveve fatte costruire o ammodernate con lo scopo di dar vita a un forte controllo sul territorio ma anche per difenderlo dalle numerose incursioni dei saraceni. L’opera architettonica fortemente voluta dall’Imperatore fu Castel del Monte poco distante dal Gargano, una meraviglia unica nell’arte del Medioevo di cui qualcuno ha visto i primi germogli del Rinascimento.
Il Gargano è caratterizzato da una grande spiritualità, è disseminato di tanti santuari ed abbazie, è attraversato dalla Via Sacra Langobardorum, che nei secoli passati congiungeva, attraverso la Via Francigena, il nord Europa con la Terra Santa.
Un’altra figura mitica che caratterizza il territorio garganico è quella di San Michele Arcangelo, che divenne il protettore dei Longobardi quando si convertirono al cristianesimo.
La figura dell'arcangelo Michele è legata a numerose leggende una delle quali è la “Linea Sacra” che collega 7 Santuari in linea retta. Secondo la leggenda essa rappresenta il colpo di spada che il Santo ha inflitto al Diavolo per rimandarlo all’inferno. In ogni caso è sorprendente come i tre siti più importanti: Mont Saint Michel in Francia, la Sacra di San Michele in val di Susa e il santuario di Monte Sant’Angelo nel Gargano siano tutti alla stessa distanza. I sette santuari della Linea di San Michele sono: Skellig Michael (Irlanda), St Michael’s Mount (Gran Bretagna), Mont Saint Michel ( Francia), la Sacra di San Michele (Piemonte), Monte Sant'Angelo ( Puglia), il Monastero di San Michele (Grecia) e il Monastero di Monte Carmelo (Israele).
La "Sacra Grotta" di Monte S. Angelo divenne meta obbligata dei crociati diretti in Terrasanta e fu al centro del culto micaelico che si diffuse ad opera dei Longobardi. La lotta tra Longobardi e Bizantini ebbe un risvolto anche religioso, al culto di San Michele venne opposta la figura di San Martino. Nella irregolare divisione dei territori della penisola si potevano individuare le zone longobarde dove erano ubicati i santuari consacrati a San Michele, viceversa l’Esarcato bizantino era disseminato di chiese dedicate a San Martino di Tours.
Il Gargano è senz’altro uno dei luoghi più interessanti della penisola, mi è capitato di visitarlo più volte, ma quando Mauro, mio nipote, mi ha proposto di organizzare un giro in e-MTB ho accettato con entusiasmo. Lui nel Gargano è di casa, la sua compagna è di Sannicandro Garganico, ma siccome è molto impegnato nella sua azienda che produce attrezzature per giardini, mi sono occupato io all’organizzazione del giro cicloturistico.
Con l’ausilio di Google maps e delle mie cartine stradali ho impostato un percorso di 4 giorni (Mauro si era riservato quattro giorni dai suoi impegni di lavoro), inserisco le principali località della costa, senza mancare l'impegnativo attraversamento della Foresta Umbra. Considerando il periodo di scarso affollamento turistico e il poco traffico ho realizzato un itinerario con tappe di circa 60-70 chilometri lungo le strade costiere e quelle interne della foresta. Ho escluso la percorrenza di sentieri perché, non conoscendoli, sarebbe stato abbastanza imprudente. Non è consigliabile attraversare una fitta boscaglia senza conoscere il percorso.
I giorni precedenti la partenza li ho utilizzati per controllare tutte le attrezzature necessarie al viaggio. Non parto mai senza le apparecchiature per la registrazione del percorso, per le foto e i video, con tutta la cavetteria per la ricarica dei diversi dispositivi. Naturalmente non ho trascurato di controllare la mia bici elettrica che, dopo l’ultima passeggiata, ho immediatamente attaccato al suo caricabatteria. La preparazione di un viaggio è sempre molto delicata e per un viaggio in bici deve essere ancor più meticolosa. Nonostante la mia lunga esperienza di cicloturismo “fai da te” ad ogni nuovo viaggio devo fare i conti con la mia distrazione. La preparazione inizia, quindi, molto tempo prima a partire dai bagagli.
Dopo gli ultimi accordi con Mauro e i miei consigli da …..esperto cicloturista ad un neofita, decidiamo che la sua “Lexus” poteva andar bene per trasportare le due bici con tutto il necessario per il viaggio. Siccome sarebbe stato difficile trovare sul posto un trasporto bagagli, abbiamo concordato di portarli "al seguito" sulle nostre bici. Una decisione che ci ha imposto un'attenzione particolare su ciò che andava scelto, ma soprattutto su ciò che andava scartato. E’ sempre arduo per qualunque viaggiatore la scelta del bagaglio, ma per un ciclista è ancora più problematico.
Per Mauro è stata la prima esperienza del genere e, non avendo una bici da utilizzare, l’ha presa a noleggio da un suo amico. Mauro è un giovane atletico, quando può solge diverse attività sportive con molta passione ha, pertanto, un fisico allenato. Pur essendo la sua prima esperienza ciclistica ha dimostrato ampiamente le sue doti durante l'intero percorso nel Gargano.
Mauro mi aveva dato la disponibilità per fine ottobre. Stabiliamo di partire per Sannicandro il 30 di ottobre, il giorno successivo avremmo affrontato la prima tappa che ci avrebbe portato a Monte Sant’Angelo. Nel pomeriggio del 30 ottobre Mauro arriva con la sua auto a Roseto degli Abruzzi e proseguiamo insieme per Sannicandro Garganico. Consapevole che da cicloturista si vedono i luoghi in maniera inconsueta, parto fiducioso di poter scoprire il Gargano con occhi diversi.
All’imbrunire siamo alle porte del vecchio borgo e, dopo aver preso possesso della camera nel b&b Pilarossa, proseguiamo verso casa dei suoceri di Mauro. Dopo averli salutati e depositate le nostre bici trascorriamo il resto della serata per conoscere la cittadina con la maggior parte delle costruzioni realizzate con pietra locale a cominciare dal suo Castello Normanno-Aragonese che sovrasta l'abitato. Chiudiamo la serata con un bel piatto di orecchiette alle cime di rape.
La nottata è trascorsa serenamente all’interno del b&b dove ero l’unico ospite di una struttura di tre piani con 10 camere ben arredate e molto pulite. Un b&b ben organizzato anche se impostato al massimo risparmio, senza personale di servizio. La titolare dopo avermi consegnato le chiavi mi ha impartito le istruzioni per la colazione self service nell’ampio salone dove, su diversi tavoli, erano allineati alimenti utili per sfamare un reggimento.
30 Ottobre 2024


