IL GARGANO 4° tappa : Rodi Garganico - Sannicandro Garganico - km. 48

Siamo arrivati all’ultimo giorno del giro del Gagrano, preparate le nostre bici con i relativi bagagli, usciamo dall’albergo per fare quella pedalata panoramica per Rodi Garganico che non abbiamo potuto fare la sera precedente. Ci affacciamo sul belvedere di via Verdi da dove si domina il porto, per poi scendere sulla banchina che si trova nella spiaggia di levante. Costeggiamo la stazione ferroviaria e attraversiamo il passaggio a livello per entrare nel pontile d’imbarco che percorriamo per intero ammirando barche di ogni genere. La tappa odierna è in gran parte pianeggiante, ma non possiamo indugiare troppo, la tabella di marcia impone i suoi ritmi. Partiamo subito risalendo verso il centro di Rodi per dirigerci sulla spiaggia di ponente lungo la costa nord che conduce ai due laghi costieri. Superata Punta Cucchiara si arriva al Lido del Sole, una moderna località turistica con un’ampia spiaggia sabbiosa. Attraversato il ponte della Foce inizia il lungo rettilineo che costeggia a nord la Riserva Naturale Statale di Varano transitando su quella fettuccia di terreno chiamata “Isola” perché si trova tra il mare e il Lago di Varano. Il bosco alla nostra destra è formato da una tipica vegetazione mediterranea, interamente recintata. All’interno della Riserva si accede solo previo permesso scritto e per ragioni di studio. L’area è di proprietà del Demanio dello Stato.

Superato il molo, dove sono attraccate numerose imbarcazioni turistiche, e il ponte di Capojale la litoranea prosegue lungo l’istmo tra i due laghi. Dietro alcuni cespugli di ginepro si scorge il vecchio rudere della Torre Scampamorte. Attraversiamo un territorio che costeggia il mare con una vegetazione bassa di macchia mediterranea, Tra tutti gli arbusti riesco a riconoscere i ginepri, il rosmarino, il mirto e il lentisco.
Il mio grande rammarico quando viaggio è quello di non riconoscere la grande varietà di vegetazione esistente nella penisola italiana.
Con un percorso che ora è più irregolare e ondulato arriviamo a Torre Mileto con il Resort “Cala del Principe, naturalmente chiuso. Il promontorio della Torre Mileto è il punto più vicino alle Isole Tremiti che si possono scorgere a breve distanza.
Dopo le inevitabili foto alla torre ci dirigiamo verso il villaggio, abusivo, dello Schiapparo. E’ un villaggio sul mare, apparentemente accogliente, ma sorto nel tempo senza nessun piano regolatore, sono tutte costruzioni recenti con un lungomare ordinato e dall’aspetto piacevole. Una volta tanto una località sviluppatasi interamente nell'abusivismo non si presenta degradata, ha un bel lungomare ed è edificata con villette tutte con giardino. Siamo a circa 15 chilometri da Sannicandro e manca poco per mezzogiorno, ci fermiamo in un bar per un piccolo ristoro. Proseguiamo transitando in prossimità della sacca orientale della Riserva Statale Lago di Lesina, attraversiamo una vasta area di terreni coltivati, superati i quali in leggera salita ci avviamo verso la destinazione finale.

Per la sua posizione geografica, Sannicandro è considerato come la “antica porta del Gargano”. A partire dalla fine degli anni 1980, la fama di Sannicandro crebbe in Europa per essere la maggior esportatrice di fiori secchi ornamentali che, però, non sono riuscito ad apprezzare per non aver visto nessun fiore secco esposto per la città.
Arriviamo verso le 13.00 e a casa di Costanza ci aspetta un bel pranzo con le immancabili orecchiette. Al contrario dei giorni precedenti, oggi, l'appetito non manca.
Il Giro del Gargano è terminato dopo 4 giorni intensi, ma meravigliosi. Abbiamo approfittato di un periodo di scarso traffico per percorrere quasi in solitaria 242 chilometri. A pochi metri dal mare abbiamo superato un dislivello positivo di 3.570 metri e circa 3.600 in discesa tra mare e montagna, foreste, giardini e borghi storici. Il Gargano è una vera oasi e la Foresta Umbra rappresenta la sua perla. Ringrazio Mauro di avermi proposto questo giro in bicicletta. Dopo aver viaggiato per mezza Italia e gran parte dell’Appennino Centrale, debbo dire che pedalare per il promontorio daunio è stato molto appagante, uno dei migliori percorsi che abbia fatto nei miei dieci anni di cicloturismo.
3 Novembre 2024