IL GARGANO 3° tappa : Vieste - Rodi Garganico - km. 64

La mattina del 2 novembre mi sveglio con il ricordo della magnifica tappa del giorno prima attraverso la “Foresta Umbra”. Oggi sarà una tappa poco impegnativa, viaggeremo lungo la litoranea con leggeri saliscendi. Approfittiamo per dedicare più tempo per visitare la città di Vieste, dal lungomare, ai vicoli, ai faraglioni.
Usciti dall’albergo ci dirigiamo verso Punta S. Francesco con la chiesa romanica, proseguiamo percorrendo Le Ripe e introdurci nei vicoli. Mauro prima di partire vuole andare a controllare una delle sue forniture da giardino fatte al Comune di Vieste in Via Guglielmo Marconi. La sua visita ai manufatti è molto meticolosa, si vede che è orgoglioso e ci tiene al suo lavoro. Poco dopo i giardini si arriva alla spiaggia con il Faraglione Pizzomunno che significa “pezzo di mondo”, formato da un blocco monolitico situato sulla spiaggia sotto le cave del Castello Svevo-Aragonese.

Arrivati a Peschici ci immergiamo nei suoi vicoli fino al Castello con scorci vertiginosi sugli scogli e sulle spiagge sottostanti. Peschici è un paese da fiaba a strapiombo sul mare, con la parte antica dell’abitato costituita da casette col tetto a cupola d’origine orientale ed un castello di origine medievale che faceva parte delle costruzioni difensive degli Svevi. Lasciamo Peschici dopo aver fatto un ampio giro per il paese. Sono passate le 13.00 e dopo due giorni nei quali abbiamo saltato il pranzo, oggi vogliamo fare un lauto pasto. Naturalmente la scelta la fa Mauro che conosce un buon ristorante alla stazione di Peschici-Calenella. Prima di arrivare al ristorante transitiamo per il promontorio di Monte Pucci a con un bel panorama vista mare, dominato da una vecchia torre di avvistamento. Verso est si vede l’abitato di Peschici e la sua baia, verso ovest c’è la Baia Calenella dove si trova il nostro ristorante. Al contrario dei giorni precedenti, oggi sento un forte languore. Contando sulla qualità della cucina, come mi aveva assicurato Mauro, ordino una pasta allo scoglio, mi arrivano due piatti in uno: uno spaghetto affogato in una zuppa di pesce succosa.
Dalla stazione di Peschci restano 10 chilometri per Rodi, ma in considerazione che è abbastanza presto, Mauro propone di fare una deviazione per salire verso Vico del Gargano e Ischitella. Arrivati a Bellariva voltiamo a sinistra per prendere una strada immersa negli olivi. Sono in gran parte piante secolari. Nel pedalare lungo la strada per Vico ho visto qualche olivo con delle targhe, sono olivi “adottati”, sul tronco di qualche pianta c’è il nome della famiglia che ha adottato l’albero. Ho letto che è un’iniziativa di un agricoltore, Giovanni Canestrale detto Giovanni "Fesico". La motivazione di questa iniziativa sta nel tentativo di ripartire l’onere gravoso della produzione di olio, con qualcuno che voglia adottare degli olivi. Conosco bene il problema avendo a Roseto degli Abruzzi un oliveto di circa 130 piante. Per 30 anni ci siamo occupati in famiglia della raccolta e, pur non essendo un esperto agricoltore, ho provveduto molto spesso, personalmente, anche alla potatura degli olivi.

Per arrivare a Vico del Gargano abbiamo affrontato una salita abbastanza ripida di circa 8 chilometri, partendo dalla litoranea siamo arrivati a 445 m. di altitudine. Anche a Vigo Mauro ha fornito i suoi giochi da giardino installati sulla piazza del borgo. Nonostante non sia rinomato come le cittadine rivierasche, Vico fa parte dei “borghi più belli d’Italia. Nel centro storico del borgo c’è una strada che, essendo larga appena 50 centimetri, viene chiamata “Vicolo del Bacio”, infatti durante la festa di S. Valentino del 14 febbraio gli innamorati incontrandosi sono costretti a sfiorarsi, scambiandosi un bacio. Naturalmente il bacio non vale solo a S. Valentino, ma può essere scambiato in qualsiasi giorno dell’anno.
Usciamo da Vico del Gargano per scendere a Ischitella dove ci fermiamo per bere una bevanda, ma non ci fermiamo troppo perché sta arrivando il crepuscolo. La tappa doveva essere poco impegnativa, ma la deviazione e l’ultima salita, non prevista, ci ha portato a superare i 60 chilometri. La discesa verso Rodi Garganico sarebbe stata una discesa tutta da godere, ma con il sole al tramonto il freddo ci ha costretto a più miti consigli.
Arriviamo a Rodi Garganico che gli ultimi raggi si stavano nascondendo dietro il mare, andiamo subito in albergo per una doccia ristoratrice. Nel “Frontemare Village” ci sarebbe stata la possibilità di cenare, ma preferiamo fare una passeggiata per il centro di Rodi. Arriviamo nella piazza centrale e ci accomodiamo al tavolino di un bar, pieno di cittadini per l’aperitivo serale. Consumata la nostra bevanda andiamo alla ricerca di un ristorante e, dopo aver cenato, ritorniamo al nostro albergo per un giusto riposo.
2 Novembre 2024